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NUOVO IMPIANTO CAVALIERA UN IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO DI NUOVA GENERAZIONE PER UNA PIÙ EFFICIENTE GESTIONE DELLE ACQUE - Indicatore Mirandolese

NUOVO IMPIANTO CAVALIERA UN IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO DI NUOVA GENERAZIONE PER UNA PIÙ EFFICIENTE GESTIONE DELLE ACQUE

Nell’ambito dell’evento “SICUREZZA DEI CITTADINI ED ECONOMIA DEL TERRITORIO. Consorzi di Bonifica, anche nel PNRR un’eccellenza per il Paese” lunedì 15 gennaio 2024 è stato presentato il nuovo impianto idrovoro Cavaliera, un’opera del Consorzio della Bonifica Burana da € 68.182.614,83 finanziata da P.N.R.R., Italia Domani Piano di Ripresa e Resilienza, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Emilia-Romagna nell’ambito degli interventi di miglioramento del Sistema Irriguo e di Scolo del Bacino Burana-Po di Volano. Si tratta di un’opera a servizio di un’area di 324.000 ettari di territorio in cui vivono 335.000 abitanti tra le province di Modena, Ferrara e Mantova.

Presente in rappresentanza dell’Amministrazione comunale il Consigliere Guglielmo Golinelli.

Il Presidente del Consorzio della Bonifica Burana, Francesco Vincenzi, dichiara: “Era il 1996 quando il Consorzio ha iniziato a pensare ad una soluzione per l’area del Burana-Volano, a seguito dell’alluvione che aveva interessato diversi territori tra ferrarese, mantovano e bassa modenese. Era già evidente allora come la crescente urbanizzazione e i cambiamenti climatici fossero diventati un problema che andava gestito poiché la dotazione di infrastrutture del territorio era ormai inadeguata per rispondere alle esigenze produttive ed abitative di un territorio profondamente cambiato nel corso degli anni. Non si trascuri il fatto che parliamo di un’area che dall’ultimo censimento 2021 conta quasi 113.000 imprese con 476.742 addetti impiegati, con un tasso di occupazione medio di oltre 50,6 punti (rispetto al dato italiano di 45,9). Nel 2022 le esportazioni agroalimentari italiane hanno sfiorato i 61 miliardi di euro (sul dato di export totale di tutti i settori pari a 620 miliardi totali) e l’agricoltura è fortemente connessa alle infrastrutture deputate all’attività irrigua; nel Bacino Burana Volano ci troviamo nel cuore agroalimentare del Paese con decine di produzioni DOP-IGP apprezzate in tutto il mondo. Una rivisitazione degli impianti deputati al controllo della sicurezza idraulica, alla salvaguardia dalle alluvioni e ad una sempre maggiore efficienza in termini di contributo irriguo a fronte di periodi sempre più prolungati di siccità non è più ritardabile. Grazie alle risorse del PNRR sarà dunque finalmente messo in atto un concreto riallineamento tra il territorio e l’assetto di bonifica deputato alla sua salvaguardia e valorizzazione”.

Il Direttore del Consorzio della Bonifica Burana, l’Ing. Cinalberto Bertozzi, aggiunge: “Tra studio di fattibilità, progettazione preliminare e definitiva è da oltre 20 anni che il Consorzio ha uno staff che, oltre all’attività ordinaria, si dedica all’ideazione dell’impianto Cavaliera. In collaborazione con l’Università di Bologna, proprio 20 anni fa, è stato effettuato uno studio che ha definito necessario, per la sicurezza dei centri abitati e delle aree industriali ricadenti nel Bacino Burana-Volano, il potenziamento dello scolo nel fiume Po dai 40 m³/s dell’attuale capacità garantita principalmente dall’Impianto Pilastresi. La soluzione progettuale che abbiamo individuato nel Cavaliera prevede la realizzazione di un nuovo impianto di sollevamento con potenzialità di scolo fino a 60 m³/s da costruirsi nel punto più congeniale per lo scarico in golena del Po, ovvero in località Malcantone, comune di Bondeno (Fe). A conclusione dell’opera, la portata idraulica che potrà essere scaricata nel fiume Po sarà complessivamente di 100 m³/s. L’opera, che stima 78.000 uomini-giorno di lavoro, sarà dotata di un sistema di 12 pompe e di una serie di opere complementari di viabilità locale e due ponti. Tra rendicontazione e collaudo, il termine dei lavori è previsto per il 30 marzo 2026. L’impianto Cavaliera si iscriverà inoltre nell’ambito di rispetto delle indicazioni DNSH, per cui gli interventi realizzati rispettino il principio di non arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali”.

“È una delle più rilevanti opere di bonifica che viene realizzata in Emilia-Romagna negli ultimi decenni – commenta il presidente della Regione, Stefano Bonaccini -. Un’infrastruttura strategica non solo per far fronte alla siccità ma anche per la sicurezza del territorio, ferrarese e modenese, nei momenti di piena. Per questo, oltre alle risorse assegnate dal ministero, come Regione contribuiamo in maniera significativa affinché quest’impianto diventi realtà. Mi preme sottolineare che, una volta ottenuto il finanziamento dal Pnrr, i tempi sono stati davvero rapidi: il cantiere viene consegnato a metà gennaio, secondo il cronoprogramma i lavori dovranno essere terminati nel 2026. Un traguardo record, per un’opera così complessa, cui arriviamo grazie a un importante lavoro di squadra”.