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OSPEDALE ‘SANTA MARIA BIANCA’, CANTIERE PERENNE NELLO SCONTENTO GENERALE. PS IN AFFANNO. - Indicatore Mirandolese

OSPEDALE ‘SANTA MARIA BIANCA’, CANTIERE PERENNE NELLO SCONTENTO GENERALE.  PS IN AFFANNO.

I medici di famiglia: ‘Nemmeno il Progetto Sole’ funziona’.

‘Work in progress’….  ‘lavori in corso’, costanti come lo sono gli allagamenti all’Avis quando piove; le infiltrazioni d’acqua e i muri ammuffiti nelle stanze del reparto di Lungodegenza; il reparto di Pneumologia simile a un magazzino, il Pronto Soccorso in affanno al punto che il paziente non solo sta in attesa lunghissime ore, ma rischia ‘dimissioni forzate’. Il caso è successo di recente a una signora svegliata nel cuore della notte perché il posto letto che occupava in astanteria serviva a un paziente più grave. Sono ormai lontani i ricordi di una sanità in buona salute con i posti letto necessari alle esigenze della popolazione della Bassa.

Oggi l’Ospedale ‘Santa Maria Bianca’ assomiglia a una sorta “di Lego dove di anno in anno si scompone un pezzo per accorparlo a un altro, ricollocarlo altrove per ridefinirne le mansioni”. Definizione recepita dal Comitato ‘Salviamo l’Ospedale’ e che calza a pennello.  Se non bastasse, a determinare il quadro di precarietà sono anche i cartelli in formato A4 posizionati ai muri per indicare, con tanto di freccia, il riposizionamento di alcuni reparti. Un cantiere perenne di ‘fai, disfa, sposta’ dove utente e paziente, personale medico e infermieristico devono armarsi ogni giorno di una buona e santa dose di pazienza. La summa dell’insuccesso decennale della politica sanitaria regionale sta in una piccola ma rilevante proporzione: la capitale mondiale del biomedicale non ha un degno ospedale di riferimento, ma una ‘dependance’ sanitaria. Lo scontento si respira ovunque. Dai medici di famiglia, che da agosto devono fare i conti con il ‘Progetto Sole’, il programma telematico regionale che collega medici di base e pediatri con le strutture ospedaliere che “non funziona mettendoci in forte difficoltà e a nulla sono servite le interrogazioni regionali sul tema”, al personale sanitario, fino al fruitore finale: il paziente. Senza contare il ruolo importante delle farmacie, impegnate a cercare, tra non poche difficoltà e lunghe liste d’attesa, un appuntamento per esami e visite specialiste. Mentre scriviamo, sono state sospese le colonscopie a livello provinciale. “Nemmeno quelle urgenti, e nemmeno quelle ospedaliere, e in questo caso l’hackeraggio subito dall’Ausl non c’entra proprio” – raccontano gli addetti ai lavori, medici e farmacisti.  Nonostante le dichiarazioni dell’Ausl e gli incontri con la cittadinanza volti a ‘disegnare’ un mondo sanitario colorato e positivo, il personale contattato in forma anonima è sfiduciato, come lo sono gli utenti. “L’Azienda racconta che tutto va bene – commentano – ma non è così e non è neppure vero che non ci sono medici e infermieri, ma piuttosto che l’Ospedale di Mirandola è sempre meno attrattivo ed è sempre più difficile che uno decida di fare il pendolare a Mirandola preferendo ospedali strutturati regionali”.