Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image
Scroll to top

Top

BIOMEDICALE PER LA VITA. L’APPARECCHIATURA ECMOLIFE DI EUROSETS, SALVA UN BIMBO TORINESE DI CINQUE MESI - Indicatore Mirandolese

BIOMEDICALE PER LA VITA. L’APPARECCHIATURA ECMOLIFE DI EUROSETS, SALVA UN BIMBO TORINESE DI CINQUE MESI

L’ad Petralia: “Siamo orgogliosi ed entusiasti. Pronti a lavorare per ampliare la gamma di questi dispositivi d’avanguardia” 

Mentre è ancora vivo lo sdegno per la morte della piccola Indi Gregory decisa dai giudici inglesi, il biomedicale della Bassa modenese, da sempre in prima linea a difesa della vita, salva un neonato torinese di 5 mesi grazie a un trapianto di cuore che, sebbene non compatibile, attraverso l’utilizzo di EcmoLife, made in Eurosets, ha consentito al bambino di sopravvivere.

La notizia che ha fatto il giro del mondo è di qualche settimana fa, e merita di essere ripresa sulle pagine dell’Indicatore anche a pochi giorni dalla sentenza di morte della neonata. Il bimbo torinese, affetto da una grave cardiopatia congenita, è stato salvato grazie a un trapianto di cuore, nonostante fosse incompatibile, proveniente dalla Germania, dopo l’utilizzo, per la prima volta al mondo in un paziente pediatrico, della rivoluzionaria macchina EcmoLife.

L’équipe del Regina Margherita della Città della Salute di Torino ha tentato con due interventi di stabilizzare la situazione, che però alla fine è precipitata. In soccorso del bambino è stata utilizzata la macchina prodotta della biomedicale Eurosets di Medolla, che non solo è in grado di sostituire temporaneamente le funzioni del cuore e del polmone, ma è rivoluzionaria in quanto dotata di un avanzatissimo sistema di monitoraggio che permette una continua verifica dell’efficacia del trattamento.

“Un dispositivo all’avanguardia, progettato da un team di ingegneri italiani. EcmoLife – sottolinea l’ad di Eurosets, dottor Antonio Petralia – è stato presentato sul mercato nel 2019 ed è in grado di sostituire temporaneamente le funzioni meccaniche del cuore e dei polmoni. Ad oggi è stato venduto in circa 50 paesi nel mondo ed è considerato un vero dispositivo salvavita da utilizzare in caso di shock o arresto cardiaco e nei pazienti affetti da gravi patologie polmonari. Pazienti altamente critici le cui aspettative sono di recuperare la funzionalità dell’organo temporaneamente compromesso, oppure pazienti in attesa di trapianto. Nel frattempo abbiamo sviluppato la versione pediatrica e neonatale con non poche difficoltà, essenzialmente legate alla miniaturizzazione di alcuni componenti”.

Nel mese di luglio sono stati installati i primi dispositivi EcmoLife pediatrico in alcuni centri, tra i quali, appunto, il Regina Margherita. “In azienda – dichiara l’ad Petralia – siamo tutti orgogliosi ed entusiasti per l’esito di questa vicenda che ripaga ampiamente anni dedicati alla ricerca e sviluppo per ottimizzare al meglio il dispositivo e speriamo che EcmoLife possa contribuire in futuro a salvare altre vite umane.  La nostra visione futura – prosegue – è di ampliare ulteriormente la gamma di questi dispositivi sviluppando anche una serie di accessori, dando vita ad una vera piattaforma in ambito ECLS (extra corporeal life support). Risale a circa un anno fa – ricorda il dott. Petralia – la presentazione sul mercato di un altro dispositivo salvavita denominato ‘Colibrì’, con finalità identiche ad EcmoLife, ma dimensioni ridotte al punto da poter essere collocato nello zaino del soccorritore, in situazioni di emergenza extra ospedaliera. ‘Colibrì’ ha ottenuto le necessarie certificazioni per essere utilizzato in ambulanza ed elicottero, ad oggi abbiamo diversi centri che stanno testando il dispositivo sotto il profilo logistico attraverso l’impiego di una apposita equipe di specialisti Ecmo Team”.