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L’IBIS: UN OSPITE, CHE NELLE VALLI MIRANDOLESI NON È PIÙ UNA SORPRESA - Indicatore Mirandolese

L’IBIS: UN OSPITE, CHE NELLE VALLI MIRANDOLESI NON È PIÙ UNA SORPRESA

“L’Ibis sacro egiziano – ci racconta Sergio Poletti da San Martino Spino – è arrivato anche nelle Valli Mirandolesi, dove l’avifauna rara e assai diffusa. Ormai da diversi anni. Qui appare fotografato, intorno a via Valli, durante un viaggio automobilistico sulla SP 7 e dopo un breve inseguimento, tra strada e fossi della provinciale stessa, da Antonella Rubano. Il volatile si è presentato intorno ai corsi d’acqua tra San Martino Spino e la borgata Tre Gobbi, in dieci esemplari.

Questo grande volatile, forse fuggito da qualche gabbia di parchi ecologici, in Francia, dalla Camargue, negli anni Novanta, o da allevamenti privati, circo o zoo, si è già notato anche in Piemonte in Veneto e in Lombardia. Sembra aver trovato l’habitat ideale, ma è mal visto dagli ambientalisti, soprattutto da Lega Ambiente, che lo classifica nocivo e capace di annientare altre specie. Da due anni ha cominciato a nidificare. Certamente creerà problemi all’ecosistema.

Nell’antichità dei faraoni l’Ibis era venerato come una divinità, come Dio Thot. E’ nero e bianco, con il becco ricurvo, ha la testa e il collo nudi. Una volta si trovava solo nell’Africa subshaariana.

Dunque una specie alloctona, aliena, invasiva come la nutria, il visone o lo scoiattolo grigio.

Mangia pesci, anfibi, crostacei, piccoli roditori, molluschi, lombrichi, insetti, uova e pulcini di altre specie. Il regolamento europeo 1143, numero 230, lo ostacola e combatte. Tutte le specie invasive, infatti, possono causare problemi alla salute e alle attività economiche. La sua nocività è dall’Ispra stimata in 12 miliardi di euro l’anno perché trattasi di predatore onnivoro”

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