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RICOSTRUZIONE, STANZIATI ALTRI 350 MILIONI - Indicatore Mirandolese

RICOSTRUZIONE, STANZIATI ALTRI 350 MILIONI

Decisivo passo in avanti per completare la ricostruzione in Emilia dopo il sisma del maggio 2012. Si è infatti di fronte a una svolta sul versante delle opere pubbliche e dei beni storici e architettonici, dopo il lavoro svolto sulla ricostruzione privata, che ha visto contributi per oltre 4,3 miliardi di euro concessi, di cui 2,7 miliardi liquidati a cittadini e imprese.

Grazie ai 350 milioni di euro stanziati dal Governo, già da quest’anno si potrà soddisfare la quasi totalità delle esigenze finanziarie per realizzare gli interventi previsti dal programma per la ricostruzione delle opere pubbliche e dei beni culturali. A queste risorse si aggiungono numerose misure normative nazionali e del commissario delegato che rafforzano e accelerano l’attività della fase conclusiva della ricostruzione. Con le nuove risorse, che si sommano agli 1,1 miliardi già disponibili per le opere pubbliche, verranno soddisfatte tutte le esigenze dei Comuni e del comparto sanità, delle diocesi e degli altri enti coinvolti dalla ricostruzione.

Il programma delle opere pubbliche e dei beni culturali prevede 1.851 interventi per un fabbisogno complessivo stimato di circa 1,5 miliardi. Gli interventi già finanziati sono 1.433 di cui 1.039 hanno concluso l’iter di approvazione dei progetti (per 596 milioni di euro) e sono quindi in fase di appalto o di esecuzione. Il 75 per cento degli immobili pubblici danneggiati dal sisma è soggetto a vincoli di tutela del ministero dei Beni Culturali e gli interventi devono garantire al contempo maggior sicurezza sismica preservando le caratteristiche storico-architettoniche del bene.

Proroga per imprese agricole
Un’ordinanza firmata il 16 febbraio scorso dal commissario prevede che tutte le imprese agricole, danneggiate dal sisma del 20 e 29 maggio 2012, avranno tempo fino al prossimo 30 giugno 2018 per terminare i lavori e presentare la rendicontazione finale dei contributi. I pagamenti del saldo finale dovranno essere effettuati entro il 31 dicembre 2018. Dal punto di vista operativo, da giugno a dicembre verranno poi effettuate le verifiche amministrative e i controlli in loco per quanto riguarda gli interventi di ricostruzione. Inoltre, la Regione Emilia-Romagna, assieme alla Regione Lombardia, attraverso il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, ha chiesto una ulteriore proroga della scadenza, che ora è al vaglio della Commissione Ue.

Novità normative
È stato prorogato lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2020 che permetterà al commissario e agli enti locali di continuare a operare in regime straordinario, in maniera più celere e semplificata avvalendosi anche di particolari agevolazioni. Prorogata l’esenzione Imu per gli immobili inagibili (e i relativi rimborsi ai Comuni per la annualità precedenti) così come è stata prorogata la sospensione dei mutui degli enti locali. Sul versante del personale impegnato nella ricostruzione è stato autorizzato l’utilizzo delle risorse per le spese di funzionamento e il pagamento degli straordinari del personale di ruolo degli enti locali che svolge attività connesse al sisma.

Ricostruzione privata
Abitazioni. Al 31 ottobre 2017 si è chiuso il termine per presentare i progetti di ricostruzione per gli immobili privati: sono 10.257 i progetti presentati in totale ai Comuni, di questi 8.233 hanno ottenuto la concessione da parte del commissario per un totale di 2,371 miliardi assegnati. A oggi sono stati liquidati 1,7 miliardi. Sono state completate 13.629 abitazioni e 4.227 attività economiche e commerciali.  L’assistenza alla popolazione (alloggi in affitto, contributo per la locazione o per il disagio abitativo) riguarda oggi 1.962 nuclei familiari.

Ricostruzione imprese. Tutti i progetti relativi alle imprese hanno ottenuto il decreto di concessione da parte del commissario: 3.454 concessioni per un totale di 1,888 miliardi di contributo: è stato superato il miliardo di liquidazione per le imprese. Oltre ai contributi per la ricostruzione delle imprese, quelli del fondo Inail a favore delle aziende con carenze strutturali nei capannoni e per le quali occorra aumentare la sicurezza. Nei diversi bandi usciti dopo il sisma, sono stati concessi contributi Inail pari a 45,5 milioni di euro che hanno finanziato 1.252 progetti di cui 31 milioni sono già stati liquidati.

Ridotto il cratere
Si dimezzano, a partire dal 2 gennaio 2019, i Comuni all’interno del “cratere”. L’attività di ricostruzione in 29 Comuni, su un totale di 59, sono terminate tanto da essere compatibili con le attività ordinarie delle Amministrazioni locali. Gli sforzi si concentreranno nei restanti 30 Comuni, che presentano ancora problematiche di una certa consistenza. Continuano a essere compresi nel cratere 15 Comuni del Modenese, sei del Ferrarese, cinque del Reggiano e quattro del Bolognese.

Trasparenza e legalità
Sulla piattaforma web Openricostruzione (www.openricostruzione.it), accessibile dal sito della Regione sul portale tematico “Terremoto in Emilia 2012”, è possibile monitorare ogni singolo intervento e contributo relativo alla ricostruzione post sisma. Sono indicati per numero e importo gli interventi pubblici e privati nonché le donazioni (visualizzabile il totale donato, i donatori e le opere finanziate). Disponibile anche una cartografia interattiva che permette di svolgere focus specifici per i singoli territori comunali. Rispetto alle risorse, un motore di ricerca dedicato individua singoli beneficiari, professionisti, imprese identificando la relativa attività.
Per quanto riguarda le verifiche sui contributi concessi e gli interventi realizzati, fin dal primo giorno i controlli in itinere ed ex post sono quelli previsti dalle norme (regionali, nazionali ed europee) e dalle ordinanze commissariali, sono fatti costantemente e continueranno ad essere fatti. Anche a seguito di questi controlli, la stessa struttura commissariale, in questi anni, ha provveduto a segnalare alle autorità giudiziarie, con le quali la collaborazione è continua e costante, per le necessarie verifiche, quasi un centinaio di casi sospetti. A queste si aggiungono le segnalazioni fatte dai Comuni. I principi fondanti della ricostruzione in Emilia hanno come obiettivo sia una edificazione più sicura e di qualità, sia assicurare il rispetto delle norme, garantendo la massima tutela della legalità e della trasparenza.