Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image
Scroll to top

Top

AGRICOLTORI ESASPERATI: “GRANDINE, CIMICE ASIATICA, SICCITÀ: SETTORE IN ROVINA, O SI CAMBIA O SI CHIUDE” - Indicatore Mirandolese

AGRICOLTORI ESASPERATI: “GRANDINE, CIMICE ASIATICA, SICCITÀ: SETTORE IN ROVINA, O SI CAMBIA O SI CHIUDE”

l punto sulla gravità della situazione in un incontro con il Sottosegretario La Pietra organizzato dal Copoi. Oltre 100 partecipanti

Esasperati. “La politica ha rovinato il settore agricolo: o si cambia, o si chiude”. Nonostante la sfiducia e il malcontento diffuso da anni tra gli agricoltori, penalizzati su più fronti, dalle calamità naturali alle politiche comunitarie e nazionali, erano oltre un centinaio i partecipanti, provenienti anche da altre province e regioni, all’incontro ‘Grave crisi del comparto ortofrutticolo quali cause e possibili soluzioni’, organizzato dal Copoi (Coordinamento produttori ortofrutticoli italiani) a San Prospero.

Al centro del dibattito, la gravissima situazione del comparto ortofrutticolo sulla quale hanno discusso il Sottosegretario per l’Agricoltura Patrizio Giacomo La Pietra, l’avv. Rosa Silvana Abate (coordinatrice Copoi), l’agrotecnico GianPietro Magliari, Marco Dallera, l’imprenditore agricolo mirandolese Luigi Golinelli, Paolo Stevanin e Willer Malavasi, entrambi referenti regionali Copoi.

“O si fa qualcosa di concreto, subito oppure noi agricoltori saremo costretti a chiudere la nostra attività” – ha dichiarato, rivolto al Sottosegretario La Pietra, Luigi Golinelli, fondatore due anni fa del Comitato (con chat nazionale) ‘Pere a due euro’, titolo provocatorio per evidenziare il costo imposto dal mercato a scapito dei produttori. “Al sottosegretario – sottolinea Golinelli abbiamo chiesto una cosa chiara alla quale ormai non possiamo più rinunciare: un prezzo minimo, deciso da noi produttori, perché – continua – chiunque produca e venda qualcosa decide il proprio prezzo, mentre noi frutticoltori siamo l’unica categoria a sapere, solo dopo mesi, quanto otterremo al kg. Non è più possibile sopravvivere in questo modo e, soprattutto, dopo anni di calamità, tra cui la grandine, la cimice, l’alternaria, la siccità…”.

In base alle rimostranze degli imprenditori, la tabella dei costi di produzione, che Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) sta redigendo, dovrebbe costituire la base sulla quale negoziare. “Guardo con stupore – continua Stevanin – agli spot televisivi sulla pera emiliano romagnola, con milioni spesi per pubblicizzare un prodotto che ormai non abbiamo più e anche a causa, oltre alle calamità naturali, della mancanza dei principi attivi per la conservazione, ‘stoppati’ dalla UE. Si trovano i soldi per tante categorie, tranne che per noi agricoltori. Siamo ormai giunti al capolinea – conclude – o il settore agricolo viene preso in seria considerazione, come non avviene da decenni, oppure sarà per noi la bancarotta”.