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[VIDEO] UN CORSO PER DIVENTARE SPELEOLOGI - Indicatore Mirandolese

Si svolgerà dal 9 ottobre all’8 novembre 2017 a Carpi, un corso di introduzione alla speleologia, che avrà lo scopo di fornire una base tecnica e culturale per la pratica di questa affascinante scienza. Il corso sarà articolato in lezioni teoriche e giornate di attività pratica in palestra e grotta. Tra i promotori dell’iniziativa c’è anche il geometra mirandolese Pier Luigi Borsò, che lavora presso l’Area edilizia e logistica dell’Università di Bologna ed è un grande appassionato della materia.

Borsò, cosa ci fa un mirandolese nelle viscere della terra?

«Eh… bella domanda, da “uomo” di pianura, abituato più alle nostre nebbie…che al buio della grotta. Già, ma cosa ci faccio? Come direbbe il mitico Giovanni Badino grande speleologo «in grotta non si impara ad andare in grotta ma piuttosto si impara la passione»; attività ideale per soddisfare la voglia di ricerca e esplorazione e le grotte sono il posto magnifico dove esercitare le tante discipline collegate alla speleologia. Un pizzico di curiosità, un po’ di passione qualche grammo di coraggio hanno creato la miscela giusta, ecco come ho iniziato».

Ci parli della speleologia. Di cosa si occupa? Quanto c’è di tecnica e quanto di passione, in chi pratica questa scienza?

«Etimologicamente è la scienza che studia le “caverne naturali”, le grotte, dal punto di vista geologico, fisico, biologico e paleontologico. Ma non sempre si possono avere tutte queste competenze, io personalmente non le ho, col tempo, forse quelle di tipo geologico, per le altre lasciamole a studiosi e ricercatori. Ma la passione è una costante fondamentale, imprescindibile».

Qual è la sua esperienza di speleologo? Quante discese ha effettuato? Qual è stata la più difficile?

«Per ora ho “visitato” più o meno 25 grotte, con vari gradi di difficoltà, commisurati sempre al mio livello di preparazione, bisogna considerare che ho iniziato a ottobre del 2016 proprio con un corso di introduzione alla speleologia presso la Sezione Cai di Carpi. Poi, poi… la passione, tanta determinazione, il gruppo. La speleologia è un lavoro di squadra, non si va in grotta da soli e non solo per motivi di sicurezza, ma anche logistici, una grotta complessa costituita da pozzi, meandri, strettoie eccetera… va “attrezzata” o meglio “armata” con placchette, anelli, moschettoni eccetera… e l’inseparabile corda su cui ci appenderemo, a cui affideremo la nostra vita. La cosa più difficile per me, non abituato alle altezze è stato trovarmi nel vuoto nel primo pozzo un – 60  metri presso Voragine di Cima Spitz (Vi), per risalirlo ci ho messo circa 45 /60 minuti sospeso nel vuoto. Alle volte mi chiedo ma come ho fatto? 60 metri sono un palazzo di 20 piani!. Bisogna considerare che ci sono grotte con pozzi anche più profondi come la famosa Spluga della Preta, un paio di decenni fa era considerata la grotta più profonda del mondo; nel film l’Abisso, del grande Francesco Sauro, docente dell’Alma Mater Studiorum, penso si possa capire più di tante parole di che cosa parliamo. Scendere e poi risalire una corda per la prima volta può essere traumatico, ma poi, rimanere sospesi nel vuoto a scrutare queste cattedrali sotterranee è impagabile, non è facile descrivere tali sensazioni se non invitando le persone a provare almeno una volta e forse più di una».

Come si rapporta, uno speleologo, con l’ignoto e la paura?

«L’ignoto e la paura sono bellissime sensazioni. L’ignoto è alla base di tutte le esplorazioni e non solo della speleologia. Dai viaggi epici dei primi esploratori, ai fantastici viaggi nello spazio. La paura della profondità sotto i propri piedi, il buio, il cuore che ti batte a mille, l’adrenalina che ti circola in corpo, sono sensazioni che ti tolgono il respiro, indescrivibili, da provare. Il coraggio ha la meglio con la consapevolezza di avere intorno dei professionisti. Per me superare la paura è stata una vera vittoria. Una piccola, grande impresa, che ricorderò per tutta la vita, grotta dopo grotta, pozzo dopo pozzo».

Cosa prevede il corso di Carpi? A chi è rivolto? Perché lo avete organizzato?

«Il corso che si terrà presso il Club alpino italiano di Carpi, introduce al fantastico mondo che è la speleologia, l’esplorazione del sotterraneo. Il corso è rivolto a donne e uomini dai 15 anni in su. Ogni sezione Cai ha un gruppo di speleologi che organizzano corsi di speleologia, per fare conoscere, per suscitare quell’ interesse che può essere in ognuno di noi, quella voglia di curiosità, di cimentarsi con se stessi con le proprie emozioni. Quindi vi aspettiamo numerosi presso la Sezione Cai di Carpi».

Nel video, alcune suggestive immagini dell’affascinante mondo che sta sotto i nostri piedi.

speleo