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UN RICORDO DI ENZO, GENEROSO VOLONTARIO - Indicatore Mirandolese

UN RICORDO DI ENZO, GENEROSO VOLONTARIO

Vasta eco ha suscitato la notizia della scomparsa lo scorso 7 febbraio, a 82 anni, del mirandolese Enzo Galavotti, le cui esequie sono state celebrate a Mirandola lo scorso 9 febbraio nella chiesa parrocchiale di via Posta, gremita dalle tante persone che hanno avuto la gioia e la fortuna di conoscerlo. Molta la commozione tra i presenti, giustificata da una vita spesa per gli altri, con semplicità, tenacia e umiltà.  Enzo nasce nel 1936 in una famiglia di agricoltori di San Giacomo Roncole, decimo di tredici fratelli. Epoca difficile, un’infanzia vissuta durante la guerra e, subito dopo, quasi da autodidatta, gli studi tecnici che lo porteranno a diventare responsabile della manutenzione degli impianti della nota azienda mirandolese “Mon Jardin”, poi “Covalpa”, in cui si fa promotore di diversi interventi all’avanguardia, tra cui la realizzazione di un innovativo impianto di cogenerazione di energia elettrica e calore che, all’epoca, resero lo stabilimento un punto d’eccellenza nel settore agroalimentare. In azienda spicca inoltre per il suo impegno sindacale, quale rappresentante della Cisl. Ma è nel sociale che Enzo esprime appieno la sua instancabile e poliedrica personalità a servizio del prossimo, in particolare dei più deboli. Attivissimo in ambito parrocchiale, contribuisce in prima persona, all’inizio degli anni ‘80, alla ristrutturazione e al rilancio del centralissimo cinema “Italia”, in seguito “Astoria”, facendolo diventare un importante centro di aggregazione per i ragazzi mirandolesi. Nel 1994 diventa membro del consiglio di amministrazione della casa residenza Cisa di Mirandola e, al termine del mandato, prosegue per diversi anni la sua attività come volontario: mettendo a disposizione le proprie competenze tecniche, lavora alla ristrutturazione e all’ampliamento della struttura, gettando le basi per lo sviluppo di diversi progetti, tra cui il giardino protetto, che negli anni a venire avrebbero portato alla crescita dei servizi offerti dal Cisa.  Ma a Enzo non poteva bastare l’impegno a favore della propria comunità.  Eccolo allora guardare oltre, ai più poveri tra i poveri, recandosi in Benin insieme ad amici ed ex-colleghi di lavoro per realizzare, tra l’altro, un centro ortopedico e per formare tecnici locali in grado di favorire lo sviluppo di quei villaggi. Collabora con l’associazione “Volontari per le missioni”, promuove la raccolta di beni strumentali per le scuole e di attrezzature mediche dismesse, da revisionare e riutilizzare negli ospedali africani, dà supporto al progetto “Centro Infantil Esperanca” di Patrice Lumumba, in Mozambico, che accoglie mamme vedove, nubili, minorenni e bambini abbandonati. Porta questo impegno anche all’interno del Gruppo Sportivo Cicloamatori di Mirandola, di cui è stato presidente: insieme all’amico Lauro Magni coniuga passione per la bicicletta e attività missionaria, dando vita alla competizione ciclistica a fini benefici denominata “In Bici For Africa”.  Un altro legame fortissimo si crea con la comunità di Nomadelfia, fondata dal vulcanico e “scomodo” don Zeno Saltini, che proprio a San Giacomo Roncole iniziò il suo percorso pastorale (Norina, sorella di Enzo, diventerà la seconda “mamma di vocazione” all’interno della comunità). Pochi sanno, probabilmente, che se la fiction dal titolo “L’uomo di Nomadelfia” sulla vita di don Zeno, andata in onda nel 2008 su RaiUno con protagonista l’attore Giulio Scarpati, fu girata nel nostro territorio il merito, in gran parte, è stato di Enzo, che collaborò fattivamente con la produzione per individuare location, ricreare ambienti, ricercare testimonianze. Una vita così ricca e densa è davvero difficile da riassumere in poche righe, che finiscono, inevitabilmente, per essere inadeguate. Chi l’ha conosciuto sa che Enzo parlava con i fatti, con l’aiuto concreto, con la presenza costante e, forse, troppe parole gli sarebbero parse inopportune. Gli avrebbero però di certo fatto piacere quelle contenute in una lettera inviata dal Mozambico e consegnata alla famiglia in occasione del funerale, in cui si legge che “a pranzo i bambini sono soliti pregare per il dono del cibo a loro offerto da persone generose: oggi la preghiera è stata per Nonno Enzo e hanno chiesto un viaggio sereno per lui e tanta forza per la famiglia”.  E’il commiato più bello e più sincero.

Luca Bisi

Nella foto, da sinistra, Giulio Scarpati, Enzo Galavotti e Marta Zavatta.